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B&B Graziani Relais – Chi siamo

Il GRAZIANI RELAIS B&B sorge in posizione privilegiata al centro antico di Napoli, su Piazza Dante tra le più importanti della città, nella casa dell’editore Giuseppe Graziani, terza generazione di un antica famiglia di tipografi, cesellatori ed editori a Napoli dal 1920.

Il GRAZIANI RELAIS B&B è situato al secondo piano di un palazzetto storico della 1600 proprio sulla Piazza Dante ad ovest della statua di Dante. È una elegante e calorosa alternativa ad un piccolo hotel di lusso, con il suo stile antico ed originale, curato dalla famiglia Graziani per la propria dimora.

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Le sue camere panoramiche, lussuose, accoglienti sono dotate di bagno proprio e di ogni comfort per dare ai propri ospiti il piacere di sentirsi “Napoletani DOC” per il tempo della propria permanenza in città.

Il GRAZIANI RELAIS B&B si trova nel cuore del CENTRO ANTICO di Napoli, in Piazza Dante all’ingresso dei “DECUMANI” nella Napoli prima Greca e poi Romana, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Il Centro Antico di Napoli, dopo Roma è il ” museo a cielo aperto più grande del mondo“.

Dal nostro B&B, anche a piedi, potrete raggiungere tutto ciò che c’è da vedere in città. A pochi metri da noi si trovano Il Monastero di Santa Chiara con lo splendido Chiostro, Piazza del Gesù e Piazza San Domenico Maggiore,  Piazza Bellini, La famosa Strada dei Librai in Via Port’Albail Duomo (ove il 19 settembre e la prima domenica di Maggio si liquefa il sangue di San Gennaro), la Chiesa di San Domenico Maggiore ove riposano le spoglie dei primi Re di Napoli Aragonese e la Via San Gregorio Armeno con le antiche botteghe dei maestri pastorai ed il Complesso Museale di San Lorenzo Maggiore da cui si accede agli scavi del periodo greco-romano, Spaccanapoli e la Cappella San Severo con il Cristo Velato del Sammartinola Quadreria del Pio Monte di Misericordia ove è conservato il seicentesco dipinto “Le 7 opere della Misericordia” di Michelangelo da Caravaggio. A soli 500 mt c’è la Piazza Plebiscito con il Teatro San Carlo, il Palazzo Reale, il Maschio Angioino ed il “Borgo Marinari” con il Castel dell’Ovo.

La posizione centralissima del GRAZIANI RELAIS B&B vi permetterà di raggiungere in pochi minuti il porto, la Stazione della circumvesuviana, e le aree di parcheggio da dove potrete raggiungere tutte le mete limitrofi per le escursioni giornaliere: le nostre bellissime isole CapriIschia Procida sono raggiungibili con Aliscafi e/o navi dal porto marittimo. Per raggiungere il porto, basta prendere la metro linea 1 proprio davanti al nostro b&b e scendere alla fermata Municipio (2 fermate).

La costiera sorrentina, Pompei ed Ercolano sono raggiungibili con la circumvesuviana. Per raggiungere la circumvesuviana, basta prendere la metro linea 1 davanti al nostro b&b e scendere alla fermata GARIBALDI (4 fermate) e da li poi prendere la circumvesuviana direzione Sorrento. Per sorrento sono circa 40 minuti; per Pompei ed Ercolano circa 20 minuti. Il treno vi lascerà proprio innanzi l’ingresso degli scavi archeologici e il Santuario della Madonna di Pompei. Inoltre sempre tramite la Stazione Garibaldi potrete raggiungere la Reggia di Caserta con i suoi meravigliosi giardini, i Campi Flegrei dove potrete visitare la Città di Baia sommersa dal mare per il fenomeno del bradisismo, il Tempio di Serapide, il Vulcano Solfatara tuttora attivo, la Piscina Mirabilis, l’antro della Sibilla Cumana insomma tutto quanto antico c’è da quasi tremila anni, che ha dato origine alla mitologica Città di Napoli. E sì, perchè Napoli è vecchia di tremila anni ed in essa si sono stratificati i vari periodi dalla Sua fondazione ad oggi, e non è possibile contenere in una pagina di un sito internet tutta la Sua Storia.

Prima di ripartire non dimenticate di prenotare il trekking sul “Sentiero degli dei” (passeggerete su un sentiero avendo ai Vostri Piedi la Costiera Amalfitana) o, per i più pigri, una gita sul Vesuvio con vista mozzafiato su Napoli e Pompei.

Ricordiamo a tutti i nostri ospiti che è possibile anche prenotare presso la nostra struttura visite guidate, per le isole e per la costiera sorrentina, per tutti i monumenti e chiese con guide specializzate, cortesi e qualificate, proponiamo anche itinerari tematici della città di Napoli.

Cenni storici Graziani

Il palazzetto del ‘600 dove sorge il Graziani Relais B&B è tra i più antichi della Piazza, come si può notare dal quadro del pittore Micco Spadaro del 1650, e visitabile nel Museo di Capodimonte, e fu comprato dall’Arch. Ferdinando Sanfelice nel 1715 sotto il quale edificio il figlio Arch. Cosimo fece edificare le Carceri di Sanfelice (dalle quali il nome alla strada) che venivano usate per rinchiudere i malfattori dell’epoca che si rendevano rei alle porte di Napoli.

Il ricco Signore Duca Ferdinando Sanfelice volle acquistare tutte le piccole botteghe intorno al palazzetto, allora depositi senza valore, per ospitarci gli artigiani e mercanti del centro, così da ridisegnare quel luogo, inizialmente fangoso e poco salubre, in un piccolo Borgo di grande dignità, che si apriva alle porte della Napoli Antica, e renderlo un vero e proprio centro commerciale ante litteram.

Ben 3 secoli dopo, nel 2011, l’attuale occupante del palazzetto, Giuseppe Graziani, magia della sorte apre le porte di casa propria a turisti ed ospiti in visita nel cuore di Napoli, e fonda, e presiede il Centro Commerciale Naturale “Borgo Dante & Decumani”, composto di altre 200 attività tra Piazza Dante ed il Duomo di Napoli, oggi in fase di riorganizzazione per il rilancio del Turismo Culturale a Napoli. – “Quando si dice che tutto ritorna!!!”.

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Cenni storici Piazza Dante

Piazza Dante in origine era chiamato Largo del Mercatello. In origine era detta Largo del Mercatello, poiché vi si teneva, fin dal 1588, uno dei due mercati della città, differenziandosi con il diminutivo mercatello da quello più grande ed antico di Piazza del Mercato.

Adibita a centro del commercio di legumi e granaglie, in particolare di mercoledì, la piazza, che nel passato più remoto si chiamava Largo Mercatiello

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per distinguersi sia dal Foro Magno (in Piazza Mercato) sia dal Foro Vecchio (in Piazza San Lorenzo) preesistenti, non era molto bella a vedersi: fangosa e impraticabile, piena di fosse per il grano e cisterne per l’olio. Non a caso le vie antistanti il largo prendono specifici nomi (ad esempio proprio Via Cisterna dell’Olio); perché a Napoli ogni pietra, ogni via, ogni particolare ci racconta, ci svela e ci ricorda la nostra storia.

Fino alla metà dell’Ottocento sorgevano a nord l’edificio delle fosse del grano e a sud le cisterne dell’olio, per secoli i principali magazzini di derrate della città; inoltre vi gravitano uffici, ospedali, istituzioni culturali e rinomatissimi bar.

I napoletani, intorno al 1757, vollero intitolare quello spazio Foro Carolino, in onore del Re Carlo III di Borbone, con altrettanto edificio celebrativo, un semiciclo d’ordine dorico commissionato all’architetto Luigi Vanvitelli: si tratta dell’attuale Convitto Nazionale di Vittorio Emanuele (tale dal 1861), che inizialmente non presentava l’apertura mediana, bensì una grossa nicchia in cui era realizzato un modello equestre del Re Carlo III, provvisoriamente in stucco. Quando l’edificio fu ceduto dai Borbone ai Gesuiti esso divenne Collegio dei Nobili.

I lavori durarono dal 1757 al 1765, e il risultato fu un grande emiciclo, tangente le mura aragonesi, che visto orizzontalmente inglobava Port’Alba a ovest, e affiancò la chiesa di San Michele ad est.

L’edificio, con le due caratteristiche ali ricurve, vede in alto la presenza di ventisei statue rappresentanti le virtù di Carlo (tre sono di Giuseppe Sanmartino, le altre di scultori carraresi), e al centro una nicchia che avrebbe dovuto ospitare una statua equestre del sovrano (che non fu mai realizzata), oltre a un torrino d’orologio, di epoca successiva.

Dal 1843 la nicchia centrale costituisce l’ingresso al convitto dei gesuiti, divenuto nel 1861 Convitto nazionale Vittorio Emanuele II, ospitato nei locali dell’antico convento di San Sebastiano e di cui sono ancora visibili i due chiostri (la cupola della chiesa è crollata nel maggio 1941); il più piccolo e antico è rara testimonianza della Napoli tra età romanica e gotica, il maggiore conserva la strutture cinquecentesche.

Al centro della piazza si erge una grande statua di Dante Alighieri, opera degli scultori Tito Angelini e Tommaso Solari junior, inaugurata il 13 luglio 1871 (data dalla quale la piazza è intitolata al sommo poeta) e collocata su un basamento disegnato dall’ingegner Gherardo Rega.

La statua posta al centro rappresenta proprio il Sommo Poeta che attribuisce il nome alla nuova piazza; con ogni probabilità, questa onorificenza è dovuta all’altra faccia della napoletanità: l’italianità, di cui Dante si è fatto carico. La piazza è stata un buono sfondo anche per altre figure di puristi della lingua quale il professor Puoti nel Palazzo Ruffo di Bagnara, ed il suo prediletto,Francesco De Sanctis.

Oggi ai suoi lati, più defilate, ci sono le vetrate delle uscite della linea 1 della metropolitana. La piazza è stata ridisegnata e riarredata proprio in occasione dei lavori per la metropolitana, conclusi nel 2002. L’intero emiciclo è divenuto così area pedonale.

Ancora, presso la piazza sono presenti quattro monumentali chiese: in senso antiorario da nord quella dell’Immacolata degli Operatori Sanitari, di Santa Maria di Caravaggio, di San Domenico Soriano e di San Michele a Port’Alba.

Sul lato opposto all’emiciclo sono situati oltre alle chiese di Santa Maria di Caravaggio e San Domenico Soriano anche i rispettivi ex-conventi: il primo divenne sede dell’istituto per ipovedenti fondato da Domenico Martuscelli (ricordato con un suo busto scolpito nel 1922 da Luigi De Luca e collocato nei giardinetti della piazza) per poi diventare sede della Seconda Municipalità di Napoli. Il secondo convento è stato sede degli uffici anagrafici del Comune. Oggi è in disuso.

Tra i due ingressi è situato il palazzo Ruffo di Bagnara con annessa cappella privata mentre sul lato sinistro di Port’Alba il palazzo Rinuccini. Poco distante dalla piazza al numero civico 7 di vico Luperano, la villa Conigliera, quest’ultima fatta edificare durante l’epoca aragonese.

Dopo i lavori di realizzazione della Stazione Dante della Linea 1, l’emiciclo della piazza è stato totalmente pedonalizzato. Dall’estate del 2013, la chiusura al traffico veicolare è stata ridotta dalle 9 alle 18 di tutti i giorni, trasformandosi così in ZTL.

La piazza è molto famosa soprattutto per la presenza di librerie che si estendono lungo tutta Port’Alba: libri nuovi ed imballati, ma anche, e soprattutto per gli appassionati, libri usaticonsumatilogorati eppure ancor leggibili, insomma libri vissuti, intrisi di storie, con dediche particolari; libri che son passati di padre in figlio, e poi venduti e rivenduti, fino all’ultimo acquirente che gelosamente li custodisce con cura tra i suoi scaffali, immaginando da quali altre mani quelle pagine siano state accarezzate. Libri di pochi spiccioli, ma di valore inestimabile.

E così vale anche per i dischi in vinile, tornati prepotentemente di moda negli ultimi anni. Poche bancarelle ma buone: si può trovare di tutto, dalle hit deglianni ’80 alla musica classica. Dedicarsi qualche pomeriggio rovistando tra quei blocchi per trovare “Il Disco”, aprirlo, controllare che ci siano i giusti, ma non gravi, graffi per accertarne l’usura, la passione che ha spinto qualcun altro ad amare incondizionatamente quell’oggetto, odorarne il cartone della copertina per sentire se sa di antiquatoinvecchiato, perché si sa: più invecchia più si fa buono, proprio come il vino!

Ma da queste parti si può proprio trovare davvero di tutto: vecchie cartoline con dediche d’amore, o fotografie di donne che fanno lavorare la nostra immaginazione, oggetti apparentemente senza senso, ma che avranno senza dubbio una posizione nel mondo, ed infine strumenti da sola esposizione, perché forse troppo importanti, come alcune macchine da scrivere o le prime macchine fotografiche, per essere costretti in un prezzo: certi oggetti non sono in vendita, perché il valore non è economico.

Oggi la piazza, è uno snodo cruciale per la città; inoltre è un’importante meta turistica in quanto da essa si parte per le escursioni all’interno dei Decumani, attraverso Port’Alba.

Il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II venne fondato come istituto religioso nel Settecento e trasformato in convitto dopo il 1860, ospita due chiostri di cui uno è una rara testimonianza di architettura romanico – gotica. Non distante, al numero civico 7 di vico Luperano, si trova la villa Conigliera, aragonese.

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